Pagelle Milan Atalanta 2-2

In una gara stupenda ed emozionante, specialmente per gli spettatori neutrali, il Milan dilapida 2 punti facendosi racciuffare dall’Atalanta al 91esimo.

Una prestazione positiva e confortante per almeno 60 minuti su 90, ma che ha rilevato ancora una volta la atavica mancanza di personalità della squadra e la totale assenza di killer instinct. Il problema è che in quei 30 minuti in pratica il Milan sparisce dal campo e non è la prima volta.

In un match così, in cui a onor del vero anche la Dea ha avuto le sue occasioni, 9 volte su 10 vinci 3-1. E invece nada. Confesso che sono assai amareggiato anche se certuni segnali positivi sono evidenti. Diventa però sempre più impellente portare a casa punti sia per l’autostima sia, specialmente, per la classifica.

DONNARUMMA 6-: Chiamato in causa specialmente sulle uscite e sui palloni giocati coi piedi, si salva su Zapata a avvio ripresa ma successivamente combina un pasticcio che senza San Rodriguez avrebbe portato al 2-2 di De Roon

CALABRIA 5: Discreto 1° tempo seguito da venti minuti da incubo in cui rimedia una ammonizione e confeziona un mezzo autogol. Sostituito da Abate. Quando si dice la toppa peggio del buco

(ABATE 5: Più di ai soliti cross sbilenchi e alle imprecisioni varie ed eventuali, lascia assolutamente soltanto Zapata nella convulsa azione del definitivo pareggio. Piuttosto che Ignazio meglio Borini terzino o Musacchio terzino o Tassotti terzino o Reina terzino)

MUSACCHIO 6: 1° tempo maestoso da marcatore vero, con tutta la garra argentina a corredo. Nel 2° tempo gli innesti di Rigoni e specialmente Duvan Zapata lo mettono in grande difficoltà

ROMAGNOLI 5+: Non la migliore gara del Capitano, protagonista di differenti sbavature e come ciliegina sulla torta tiene in gioco Rigoni per la mazzata a tempo scaduto

RODRIGUEZ 7: Sarebbe stato 7, cinque se quel suo miracoloso salvataggio su De Roon fosse stato decisivo per il risultato finale. Conferma tuttavia uno stato di forma invidiabile e un avvio di stagione ad altissimo livello. Attualmente la casacca di titolare sulla fascia sinistra di difesa è saldamente inchiodata alle sue spalle

BIGLIA 6+: Per larghi tratti combatte e mette ordine da par suo. Cerca anche di essere argine ai blackout ma si trova a remare anche lui in un mare troppo burrascoso che porta alle 2 rimonte bergamasche

BONAVENTURA 7,5: Un goal annullato per fuorigioco millimetrico rilevato dal VAR, un palo, un goal e una caterva di giocate ad altissimo livello. Oggi ci siamo goduti il gemello forte del fantasma visto a Cagliari. Forse per la sua sostituzione si poteva attendere ancora una manciata di minuti

(BAKAYOKO 6: Subentra con buon piglio a conferma dei timidi segnali lussemburghesi. Serve un bignè al Pipita che sfortunatamente non ammazza la gara prendendo il palo alla destra di Gollini )

KESSIE 6: Corre come un indemoniato per 90 minuti più recupero ed è anima e polmoni della mediana milanista. Non riesce ancora a limare determinate sbadataggini e specialmente cestina il 2-0 proprio sul tramonto del 1° tempo. Un goal che avrebbe indirizzato la gara su binari assolutamente differenti

CALHANOGLU 4, 5: Sono severo con lui proprio in quanto suo estimatore. Impacciato, poco incisivo, involuto e quasi ‘sgonfio’. Pare quasi più attento all’estetica della giocata fine a sé stessa che al tangibile fatturato ottenuto. Getta alle ortiche il 3-1 su assist di Suso. Per fare il salto di qualità serve tutt’altro genere di Hakan

( SAMU s. v.: Entra (troppo) tardi )

SUSO 7: Gara di alto livello con 2 assist trasformati dai compagni più un altro cestinato da Hakan. Ogni parecchio sparisce ma lo fa contestualmente a tutta la squadra durante i famosi blackout. In ogni caso oggi impossibile contestarlo

HIGUAIN 6+: Goal da centravanti di razza e movimenti di altissima intelligenza calcistica. Però successivamente non riesce a mettere il catenaccio alla gara sull’assist di Bakayoko. Imprescindibile in ogni caso

GATTUSO 6: Gara preparata in modo positivo e stavolta con l’approccio corretto. Ma deve riuscire in qualche modo a lavorare sulla gestione dei attimi di ‘down’ che in una gara di calcio ci stanno. Il punto è che in questi attimi il Milan viene preso a bastonate sul coppino, vanificando quanto di buono (o discreto) ottenuto nei attimi ‘up’

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