Casa Milan: il derby per ritornare a sognare: vietati i cali di tensione

Il “viatico” migliore verso un derby non può che essere la vittoria. I “Gattuso boys” ne hanno racimolate addirittura 2 consecutive: contro il Sassuolo prima e contro il Chievo Verona successivamente. 7 i goal fatti, 2 quelli subiti. 1-4 al Mapei Stadium contro i nero verdi di De Zerbi, 3-1 a San Siro contro i “clivensi” di D’Anna, appena esonerato.

Milan, segnali di crescita

La squadra è in crescita. Lo è perché stanno crescendo i suoi uomini migliori. Quelli che da soli trascinano non soltanto la squadra ma il gruppo intero. Quelli che portano la “barca” nel porticciolo più sicuro quando il mare è in tempesta. Biglia, Suso e Higuain. Sono loro, attualmente, l’anima del Milan.

La crescita dei singoli

Anche Kessiè e Romagnoli vanno considerati dei pilastri. Romagnoli è il nostro Capitano. E’ bravissimo. E’ giovane. Possiede margini di potenziamento notevoli. Alessio è l’unico vero erede del grande Sandro Nesta. Frank è un “animale” da centrocampo. Forte, instancabile, coraggioso. Una “roccia”. Una “sbavatura” di parecchio in molto può starci. La “sciagurata rifinitura” con la quale ha mandato in goal Sergio Pellissioer durante la sfida contro i “veronesi” non l’abbiamo ancora digerita. Succede. L’ivoriano macina chilometri su chilometri ad ogni gara. Ogni tanto va in “tilt”. Va compreso, non redarguito.

Suso e Higuain, i nostri fuoriclasse

Suso è il nostro Faro, il nostro fuoriclasse. Se lui è in forma va in condizione tutta la squadra. Insostituibile, talvolta immarcabile. E’ in grado di mettere la sua firma su ogni gara. Higuain è sempre più una certezza. Gonzalo tocca pochi palloni per via di meccanismi tattici non ancora benissimo oliati. Ma quando calcia fa malissimo. Parecchio poco bene.

Higuain lancia la sfida a Cristiano Ronaldo

Higuain ha già realizzato 105 goal in Serie A. quattro col Milan sino ad adesso. Gli stessi goal di Cristiano Ronaldo con la Juve. Con la doppietta di domenica passata, sono ben otto i goal complessivi realizzati da Higuain al Chievo Verona. Una sentenza oppure quasi. La sfida a “distanza” con Cristiano Ronaldo va davanti senza soste. GH9 vs CR7. Il meglio del calcio oppure quasi. Higuain è determinatissimo a primeggiare. Non si sente inferiore a nessuno. Nemmeno al fuoriclasse portoghese. La sua voglia di rivalsa contro la Juventus che lo ha “scaricato” per far posto a Ronaldo è infinita. E’ la benzina che lo fa muovere in campo. La “spinta” che gli dà rabbia e energia.

Higuain, attaccante vero

Gonzalo si è presentato ai nastri di partenza della nuova stagione dimagrito e “tirato a lucido” come in nessun caso. Un “figurino”. Un biglietto da visita ottimo. Elementi in più che lo rendono decisivo. Questo già la dice lunga sulle sue intenzioni. Con Higuain in campo avverti quello che negli anni passati non riuscivi a percepire. Cioè la presenza nella tua squadra di un attaccante vero. Di un Campione che quando inquadra la porta fa goal. Di un centravanti impavido e risoluto capace di decidere da solo una gara. Oggi abbiamo un attaccanti vero. Si vede. Il miglior Maestro possibile per Patrick Cutrone, calciatore interessantissimo.

Dopo la sosta, il test Inter

Dopo la sosta ci imbatteremo nell’Inter di Spalletti. Gli interisti sono forti. Naturalmente. Ma hanno dei difetti “solari” sui quali Gattuso farebbe bene a soffermarsi. Il loro “impeto” si regge su Mauro Icardi e Ivan Perisic. E’ l’accoppiata vincente. Quella che decide le partite. Bisognerà fare tanta attenzione a tutti e due. Sono loro 2 le armi letali dell’Inter. Musacchio (che sta facendo assai bene) e Romagnoli dovranno dare il meglio di loro stessi. Anche Calabria. I “nostri” dovranno emergere senza in nessun caso diminuire la guardia se vorranno avere la meglio sui “cuginastri” nostri dirimpettai.

Punti deboli dell’Inter

L’Inter è forte, si sa. Assai temibile. Ma lo è meno a centrocampo dove le manca un vero facitore di gioco. Brozovic e Valero sono degli arrangiamenti, non certo la soluzione. Però incidono parecchio sulla manovra nerazzurra. Con un centrocampo equilibrato e ben messo sul rettangolo di gioco, con le corsie laterali al massimo della loro efficienza, con Biglia, Kessiè e Bonaventura sui livelli attuali, dovremmo riuscire ad arginare le loro iniziative e a curare quel possesso palla che parecchio infastidisce i ragazzi di Spalletti.

La sosta logora chi la fa

La “sosta” avrà un ruolo fondamentale. Ai più è indigesta. Chi ne uscirà meno logorato avrà presumibilmente la meglio sull’avversario. Isolando Icardi dal suo centrocampo e “anestetizzando” Perisic potremo rimuovere tutti i rifornimenti all’ attaccante argentino. Vincerà la stracittadina
chi prevarrà a centrocampo. Bisognerà “spaccare” l’Inter in 2 tronconi per evitare che i loro calciatori migliori possano avere la meglio sui nostri. Il Milan non potrà permettersi cali di attenzione oppure di concentrazione. Questo deve essere chiaro. L’Inter negli ultimi secondi è in grado di fare propria la gara. I “Gattuso boys” dovranno essere presenti a loro stessi dal 1° al novantesimo. Il derby è di per se un match complicato e fuori pronostico.

Un occhio alle statistiche

L’Inter è terza in Classifica con 16 punti. 5 gare vinte, una pareggiata, 2 perse. 12 i goal fatti, 6 quelli subiti. Il Milan è decimo con 12 punti. 3 le gare vinte, 3 quelle pareggiate, una gara persa. Quindici i goal fatti, 10 quelli subiti. Da recuperare a fine mese la partita col Genoa che ha mandato via Ballardini. Gattuso sa che bisognerà limare bene tutti i meccanismi che muovono la corsia di sinistra. Bonaventura non si discute. Il contributo di “Jack” è sempre prezioso. Si muove in tutte le aree del campo ed è sempre presente in zona goal.

Calhanoglu cercasi

Quello che manca all’appello è Calhanoglu. Il turco è l’ombra di se stesso. Le sua “giocate”, quelle che ci riempivano gli occhi e ci facevano gridare al “fuoriclasse”, adesso sono solamente un ricordo. Il calciatore non si discute. Hakan va però ricostruito interiormente. Il derby dovrebbe essere la sua consacrazione ma anche la sua Waterloo. A Gattuso l’ardua sentenza. Il tempo per studiare bene la gara non manca.

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