Nazionale, l’errore di Donnarumma e quale maledetto passettino di troppo

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Per tanti commentatori, sul goal incassato dall’Italia – che ha rinviato ancora una volta il ritorno alla vittoria della Nazionale – Gigio Donnarumma non ha colpe. Tiro un po’ casuale, portiere coperto da difensori e avversari, a fil di palo. Più evidente, semmai, è stato l’errore sulla mancata deviazione del calcio di punizione, del tutto centrale, successivamente finito sulla traversa.

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Invece, se guardate bene le foto del goal ucraino, non si può non notare come il portierone del Milan prima si distendersi verso il palo compia quel passettino prima di darsi lo slancio. Un errore compiuto già in altre occasioni e che anche in passato è costato qualche goal al Milan.

A Milanello lo sanno, lo stanno correggendo. Ha ragione chi scrive che Donnarumma in questa stagione appare più disteso, più sicuro, dopo un campionato nato malissimo (le polemiche sul rinnovo) e terminato non certo meglio (la doppia papera in finale di Coppa Italia). Per non dire della classifica di rendimento: se 2 anni fa era fra i primi 5 portieri per rendimento d’Europa, l’anno passato era in fondo alla classifica in Italia.

Quest’anno, dopo l’errore di Napoli, ha avuto pagelle sempre positive. Ha certamente migliorato le giocate con i piedi (fondamentali nel modo di giocare di Gattuso, dove la difesa gioca sempre la palla e costruisce le azioni dal basso). Ha ancora qualche timore nelle uscite alte, ma ha compiuto già qualche intervento che ha salvato la gara.

Ma quei passettini di ieri sera a Genova sono il “segno” che c’è ancora da lavorare: sul talento non si discute (non per niente è stato inserito nella lista dei migliori Under 21 d’Europa da France Football, nuova categoria del Pallone d’oro). Ma il talento da soltanto non può bastare per tutta una carriera. Ecco perché avere vicino un portiere, magari meno talentuoso ma di sicuro di grande esperienza e personalità, come Pepe Reina lo aiuta e lo aiuterà a crescere.

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