Milan, Gazidis è ufficiale: ma vale veramente 4 milioni all’anno?

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Non guadagnerà quanto CR7, ma a livello di manager sportivi il Milan si è assicurato uno dei “top player” in circolazione. L’ufficializzazione dell’ingaggio di Ivan Gazidis che ha così dichiarato l’addio all’Arsenal, proietta i rossoneri in tesa alla classifica dei compensi per gli amministratori delegati: si parla di più o meno 4 milioni all’anno compresi i bonus, una cifra nettamente superiore a quanto percepito nel 2017 da Giuseppe Marotta, che perde così il 1° luogo del podio tuttavia i suoi 2,6 milioni.

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La famiglia Singer, che gestisce il fondo Elliott, ha deciso proprio Gazidis. Nello specifico, con Gordon Singer si conoscono da 10 anni: il figlio del fondatore di Elliott ha un luogo fisso quando è a Londra in tribuna all’Emirates Stadium e ha potuto seguire da vicino la crescita commerciale e finanziaria del club, che da 16 anni presenta bilanci in utile. Fra l’altro, Gazidis (sudafricano di nascita ma cresciuto fin da bimbo a Manchester) ha in curriculum il rilancio dell’Mls, la lega professionistica negli Stati uniti.

La sua “fortuna” è stata quella di arrivare a Londra nel momento in cui è decollato il successo della Premier, diventata – anche grazie a un sapiente impiego di marketing e di gestione dei diritti televisivi – il campionato più seguito al pianeta. Attirando l’interesse della grande finanza internazionale.

Inserendosi in una tendenza favorevole, Gazidis ha tuttavia aumentato introiti, contratti da sponsor, fatturato del match day. Nel comunicato ufficiale del Milan trovate qualche dato sui risultati ottenuti all’Arsenal. Ma non fateci troppo conto: la verità del calcio italiano è troppo differente.

E sta proprio qui la sfida e qui si nasconde la risorta alla seguente domanda: Ivan Gazidis vale la retribuzione equivalente di un amministratore delegato di una società quotata in Borsa?

Non soltanto: per poterlo convincere a venire al Milan l’offerta economica era il 1° passo. Il secondo la garanzia che gli verrà allestita anche una squadra che – quanto meno – sia in grado tutti gli anni di lottare per uno dei primi 4 posti: esattamente come è successo all’Arsenal ma anche ai grandi club in Europa, la Champions si vince una tantum , ma quasi tutti gli anni è necessario entrare nelle prime 8. Perché un club sia redditizio l’importante è chi giochi ad alto livello e dia spettacolo: ma per far questo occorre ingaggiare campioni e perché i campioni vengano al Milan occorre essere in Champions e poterseli permettere. Un circolo che il Milan negli ultimi anni non è in nessun caso riuscito a chiudere.

Perchè Gazidis può farcela pur non avendo dietro la Premier ma la Serie A. In parte perché c’è riuscita anche la Juve, grazie allo slancio ricevuto dalla stadio di proprietà (da qui l’importanza di un accordo con l’Inter e il Comune per garantirsi se non al proprietà la disponibilità per un lungo periodo di tempo di San Siro). Ma il Milan ha qualcosa che la Juve: è una dei club con più tifosi al pianeta (la mossa di Ronaldo serve anche a colmare questa lacuna). Per cui un Milan con molti tifosi a livello globale e con una presenza fissa in Champions può attirare sponsor e accordi commerciali dall’Asia agli Usa.

Non solo: a Gazidis è stata garantita anche una parte delle azioni del Milan, per cui verrà tutto suo interesse a ottimizzare la momento economica e patrimoniale anche in vista di una possibile quotazione in Borsa. Quotazione che dovrebbe anche non avvenire a Piazza Affari, a quel punto.

Riassumendo: se Gazidis vale 4 milioni di stipendio lo diranno i risultati, ma non c’è dubbio che l’ingresso del fondo Elliott nel Milan è destinato a cambiare non poco lo stato del calcio in Italia. Unico neo della vicenda: per accordi presi con l’Arsenal, Gazidis non potrà insediarsi al Milan prima di dicembre: è vero che a questo punto si conferma il progetto di Elliott di medio-lungo periodo, ma il club ha già perso assai tempo.

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