Paquetà arriverà prima di Natale: è necessario evitare gli errori commessi con Bakayoko e Conti

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Era noto da tempo, ma da ieri è in qualche modo ufficiale: Lucas Paquetà, giovane talento del Flamengo, arriverà a Milano tra una decina di giorni, affronterà i test clinici e quelli sportivi a Milanello e dopo 3 giorni andrà in vacanza. Il campionato in Brasile è appena terminato con la vittoria del Palmeiras: Paquetà verrà un’altra volta a disposizione dal tre gennaio.

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Ne ha parlato, ieri alla fine della vittoria sofferta più del dovuto contro il Dudelange, Rino Gattuso, palesemente sollevato dal fatto che non soltanto l’infermeria con l’anno nuovo dovrebbe cominciare a svuotarsi (Conti ora quasi recuperato anche come forma, successivamente Romagnoli e Musacchio) e lo spogliatoio a riempirsi con i nuovi innesti.

Il dibattito può così cominciare: dove giocherà il ventenne “rossonero” del Flamengo? Esterno alto del 433 oppure uno dei 3 centrocampisti? Oppure dietro le punte di un possibile albero di Natale? È chiaro che Gattuso deciderà solamente dopo averlo visto a Milanello e anche in base a ai prossimi arrivi. Ma Gattuso non deve commettere gli errori fatti con Bakayoko e Conti.

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Prendiamo il caso del giovane ex bergamasco: Gattuso ha sempre sostenuto che prima di inserirlo in squadra doveva comprendere i movimenti della difesa a quattro ove si difende di squadra, nel momento in cui a Bergamo si gioca a 3 e cercando assai l’anticipo sugli attaccanti, quasi una vecchia marcatura a uomo. Lo stesso vale per Bakayoko: pochi scorci di gara, ogni tanto anche in fasi confuse, sino a quando non è stato “costretto” a metterlo in campo a seguito dell’infortunio di Biglia.

In pratica, un circolo vizioso: non giocando in nessun caso dall’inizio non possono entrare nel ritmo gara e sino a quando non hanno il ritmo gara non possono essere titolari. Per il timore che non rendano come potrebbero oppure non siamo integrati a sufficienza con chi gioca da tempo ed è avvezzo agli schemi di Gattuso, si sono visti poco.

Peccato che Bakayoko abbia dimostrato, giocando con continuità, che non era un caso se fosse finito al Chelsea. Non è un campione, ma un calciatore solido, con buoni piedi, con visione di gioco e esattamente capace di giocare di fronte alla difesa e dettare i ritmi di gioco. Resta il dubbio che non lo avremmo in nessun caso saputo senza l’infortunio di Biglia. Perché Gattuso ha la tendenza a far giocare sempre gli stessi.

Lo stesso vale anche per Andrea Conti, con la diversità che l’esame di maturità del campo è rinviato a chissà quando. I tempi del recupero sono noti, ma quelli dell’ingresso fra i titolari? E cosa accadrà se dovesse arrivare un altro centrale? Se fosse Godin sarebbe chiuso (a meno di varare una difesa a tre), con Christensen se la gioca.

Ma il punto è un altro: Gattuso non commetta l’errore di attendere che abbiano assimilato gli schemi. Faccia giocare i nuovi, anche se giovani: devono assimilare come giocare e “devono” fallire per correggersi. Certo, nel caso di Ibra e Fabregasè dura tenerli in panchina. Ma siamo quasi sicuri che almeno un ingresso dalla panchina ci sarà anche per loro.

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