Scontro Gattuso-Leonardo, la causa è il mercato: i nuovi giocano poco.

Pubblicità

Se avesse potuto, Leonardo non avrebbe cominciato la stagione con Gennaro Gattuso come allenatore. Magari non per scarsa fiducia, ma perché pensa che per arrivare il prima possibile in Champions League occorre un mister con più esperienza. In ogni caso, è stato convinto da Paolo Maldini e dalla mancanza di tempo, disponibilità e bilancio (un mister top per adesso contrasta con l’esigenza di rispettare il fair play finanziario sino a un accordo con l’Uefa).

Pubblicità

Conseguentemente, Gattuso può giocarsi la sue chance e la sua riconferma dipenderà dal raggiungimento del 4° posto, ma anche di come lo raggiungerà. Ma non sfuggirà a nessuno il fatto che fra Gattuso e Leonardo è in corso una sorta di confronto leale, alla luce del sole, dove il succo è certamente la diversità di vedute. E dove non mancano i contrasti.

Uno di questi, è certamente l’utilizzo dei calciatori arrivati in estate, dopo le operazioni di calciomercato guidate da Leonardo. Utilizzando poco ( oppure quasi niente) i nuovi, è indiscutibile la critica indiretta a Leonardo per aver ingaggiati calciatori considerati dal mister non all’altezza di coloro i quali ritiene essere i titolari. E Leonardo non può esserne soddisfatto, è evidente.

Partiamo dai fatti concreti. Higuain a parte (essendo l’unico campione in forza al Milan in questo momento), Castillejo e Laxalt hanno giocato poco, Bakoyoko titolare soltanto in Europa, Caldara è stato frenato dall’infortunio e successivamente dai timori dello stesso Gattuso che non lo considera ancora pronto. Una forma di protezione per un giovane che ci può anche stare, ma che non può non piacere a Leonardo.

E se avesse ragione Gattuso? Di Caldara si è detto: meglio attirare le critiche su Musacchio e difendere un giovane destinato a essere anche un patrimonio della Nazionale. Castillejo ha un buon piede, velocità, ma è discontinuo e con un fisico che fa fatica nel campionato italiano, dove le difese sono assai più chiuse rispetto alla Spagna. Laxalt, invece, conosce bene la serie A, ma in parte è chiuso da Rodriguez, in parte si esprime meglio in un 3-5-2: perciò non è un suo limite, ma è una decisione tecnica. Bakayoko, per adesso, è sembrato non avere il passo del calcio italiano.

C’è successivamente il caso Reina. Dura tenerlo in panchina, visto che giocherebbe titolare dappertutto. Un po’ come far intristire Perin come 2° alla Juve. Ma Donnarumma deve essere in grado di sbagliare in pace per crescere e specialmente deve giocare perchè deve mettersi in mostra: è l’unico calciatore sacrificabile e che dovrebbe essere ben venduto per recuperare plusvalenze all’interno dei paletti del fair play finanziario.

Come si vede, equivoci e contraddizioni che arrivano dalla antecedente gestione, frutto di una squadra che nè Gattuso nè Leonardo hanno costruito. Perciò, si dovrebbe trovare un terreno comune per non “litigare”. Speriamo che, come ha detto Gattuso, le cose si risolvano “guardandosi negli occhi”.

(Visited 139 times, 1 visits today)
Please follow and like us:
0
Previous Article
Next Article

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Iscriviti al blog tramite email

Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti a questo blog, e ricevere via e-mail le notifiche di nuovi post.