Milan, svelata la motivazione per cui Leonardo sta pensando di non riscattare Higuain

Il più che possibile mancato riscatto del attaccante albiceleste è uno dei temi del giorno. E non si tratta soltanto di un abile mossa mediatica per coprire il disastro di Atene, in cui a essere inadeguato per l’Europa non è stato solo Higuain. Ma anche Gattuso, come lui stesso ha ammesso, palesando le solite incertezze nei cambi.

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Il Pipita non sta attraversando un momento semplice con la casacca milanista addosso. Higuain è arrivato a Milanello per aiutare i giovani milanisti a compiere un definitivo salto di mentalità. Oltre che a garantire i goal per l’approdo in Champions. A un passo dalla metà del campionato, si può dire che l’argentino abbia fallito tutte e due le missioni. Ci sarebbe tutto un girone di ritorno per dimostrare il contrario, ma lo scetticismo ora lo circonda.

Che non sia un leader che si carica la squadra sulle spalle si è visto. Ha, di fatto, preteso di avere un centravanti al suo fianco: il che è bene per Cutrone, ma ha costretto Gattuso a ritoccare la sua idea di gioco e avere sempre un uomo in meno a centrocampo. Di goal ne sono arrivati pochi e tuttavia Higuain ha confermato di non essere l’uomo delle partire decisive, come ha dimostrato in tutta la sua carriera.

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Più volte Gattuso gli ha fatto arrivare messaggi di essere più calmo: perché essendo il calciatore più rappresentativo, il campione, necessariamente condiziona tutta la squadra con i suoi atteggiamenti poco tranquilli. Il “feeling” con il club è entrato in crisi dopo la gara con la Juventus e si è realmente rotto dopo Atene.

Contro gli juventini, Higuain ha avuto la possibilità non soltanto di prendersi una rivincita sulla società che lo aveva “scaricato” per posto a Ronaldo, ma di riaprire una gara che sarebbe stato basilare non perdere proprio per arrivare a quel salto di qualità c a cui doveva contribuire. Non solamente ha sbagliato, ma invece di mettercela tutta per rimediare a un errore tecnico (che ci può anche stare), ma ha pure perso la testa cadendo nella trappola di un arbitraggio “sfortunato”.

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Il Milan per arrivare tra le prime quattro ha necessità di un attaccante dal rendimento sicuro. Higuain ad oggi sebbene ci siano state la squalifica e gli acciacchi vari è in media goal accettabile. Può e deve fare di più, non soltanto a livello di goal, ma anche di atteggiamento.

Per acquistare il cartellino di Higuain il Milan dovrà pagare 36 milioni di euro nelle casse della Juve, a cui aggiungere i 9 milioni netti d’ingaggio. Una somma fondamentale che va aggiunta ai diciotto già spesi per il prestito oneroso. Cifre rilevanti. È vero che il Milan perde i diciotto milioni del prestito, ma risparmia quasi venti milioni per i prossimi 2 anni di ingaggio e non versa i 36 milioni alla Juve.

Il suo riscatto, unito a un mancato rinnovo del contratto in scadenza 30 giugno 2021 e un ingaggio da più o meno 9 milioni annui costringerebbe il Milan ad occupare annualmente a bilancio più o meno 30 milioni solo per lui. Cifre ad oggi insostenibili, a meno di una cessione clamorosa che porti ad una plusvalenza altrettanto clamorosa. Ecco perchè il neo-ad Ivan Gazidis sta pensando di non esercitare il diritto di riscatto fissato a 36 milioni presente negli accordi con la Juve. Per un Higuain sempre più nervoso, e meno al centro del nuovo progetto milanista.

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