Higuain-Cutrone, soluzione per l’attacco. Ma il nuovo modulo apre voragini in difesa

E’ piaciuta ai tifosi e anche alla maggior parte dei critici, giocatori/commentatori compresi. La nuova coppia d’attacco Higuian-Cutrone ha superato il primo banco di prova e verra’ con tutta probabilita’ riproposta anche nel recupero contro il Genoa.

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Non c’e’ dubbio che abbia funzionato: il cannonieri albiceleste e il giovane uscito da Milanello hanno dimostrato di sapersi trovare e si piacciono calcisticamente: Higuain si sente meno soltanto, e meno si innervosisce; Cutrone puo’ sfruttare i vuoti lasciati dai difensori avversari che si preoccupano particolarmente del suo compagno. Risultato: il Milan ha realizzato 3 reti alla Sampdoria, una squadra che sino a questo momento del campionato ne aveva incassati solamente 4.

Il Milan a 2 punte, con Suso in appoggio che diventa la terza arma “letale” dei milanisti, risolve il problema dell’attacco. Il Milan e’ piu’ pericoloso, risucchia i difensori avversari, costringe le altre squadre a guardarsi sempre alle spalle. In qualche modo, aggira anche il pressing alto degli avversari, perche’ ci si puo’ sempre rifugiare in un lancio lungo ben calibrato, come dimostra l’azione del 1° goal, perche’ in attacco non c’e’ il soltanto Higuain circondato dai centrali.

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Tutto bene, perciò? La risposta e’ affermativa a patto di abituarsi a gare ricche di goal. E non in una sola porta. Schierando le 2 punte, Gennaro Gattuso deve rinunciare – almeno in parte – al suo amato “equilibrio”, alle cura maniacale delle coperture, a un gioco piu’ manovrato e al palleggio insistito. Contro la Sampdoria, lo ha potuto fare solamente dopo il 3° goal, con la squadra che – ritrovata la sicurezza del vantaggio – ha dimostrato un buon controllo della gara.

Ma non c’e’ dubbio che sottrarre un calciatore alla fase difensiva “collettiva” apre buchi nella retroguardia. Prima di tutto è necessario ricordare che il Milan fin qui non ha dimostrato una grade solidita’ di fronte alla porta di Gigio Donnarumma (il quale a sua volta non pare ancora essere ritornato la saracinesca di 2 anni fa). Poi, il reparto difensivo e’ il piu’ falcidiato dagli infortuni: mancano Andrea Conti (sebbene vicino al rientro), non ha in nessun caso potuto giocare Ivan Strinic, adesso si e’ fermato anche Mattia Caldara, che non tornera’ in campo prima di febbraio.

Anche a centrocampo, prima barriera divensiva, la coperta e’ corta e soltanto il senso dell’equilibrio e della posizione di Lucas Biglia garantisce buone coperture, piu’ dell’anarchismo tattico di Frankie Kessie.

Parecchio vale allora puntare tutto sul reparto che appare adesso piu’ efficace, tenendo conto che con le 2 punte possono essere utilizzati al meglio sia Diego Laxalt che Samu Castillejo, il quale diventa automaticamente il 1° cambio dell’attacco.

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