- Copertina
- Enciclopedia dell' AC Milan
- Mario Alberto Yepes Diaz
Mario Alberto Yepes Diaz
Creare articoloPrima di creare un nuovo articolo, accedi al motore di ricerca e controlla che non ci sia già l'articolo che vuoi creare. Se non esiste crealo e se esiste già puoi editarlo per aggiungere l'informazione che non abbiamo. Grazie!
Mario Alberto Yepes Diaz
Invia ad un amico
“Quando arriva la fine, non tutti sono pronti ad affontarla” Gli inizi. Così recita uno degli slogan del celebre film sulla civiltà Maya, preso e riadattato all’emergenza infortuni in casa Milan: Mario Alberto Yepes Diaz è pronto ad affrontare la fine (dettata dagli infortuni dell’ultim’ora a Gattuso e Nesta) perchè ne ha viste tante; nato a Cali, città fondata da Sebastian de Belalcazar, luogotenente di Francisco Pizarro, all’età di 18 anni viene acquistato dalla Corporacion Club Deportivo Tuluà, meglio noto comeCortuluà. Mario gioca inizialmente da attaccante e si trasforma in terzino e difensore centrale grazie all’allenatore Reinaldo Rueda, tipo alla Kozo Kira, coach di Mark Lenders in Holly&Benji (Jeff Turner per chi ignora il celebre manga in lingua originale). Rimpianto Libertadores. Mario ha stoffa e nel 1997 passa al Deportivo Cali(chiedere a Valderrama per informazioni) dove vince un campionato colombiano (1998) e perde ai rigori contro il Palmeiras una Coppa Libertadores (1999). Sulla cresta dell’onda il roccioso centrale colombiano entra nelle mire del River Plate, anche qui giocherà tre anni, vincendo coi Millonariosl’Apertura (1999) ed il Clausura (2000). L’Europa. Squillano le sirene europee, Yepes va in Francia, conosce Coppa Uefa e Champions League con le maglie del Nantes e del Paris Saint Germain, vince due volte la Coppa di Francia; nella capitale transalpina Yepes passa 4 stagioni, poi a 32 anni va a svernare nel paese dei pandori, prima però, vince una Coppa America con la sua nazionale, di cui è capitano. Con la maglia del Chievo gioca due stagioni da protagonista, idolo dei tifosi, segna un solo gol ma fa ingolosire manager fantacalcistici da Aosta a Lampedusa. Rossonero. Giugno 2010, Mario sbarca a Milanello a parametro zero, gioca poco (spesso Allegri gli preferisce Bonera e Papastathopoulos) ma quando gioca fa bene, come stasera (Milan-Cesena 2-0). Yepes è un centrale potente che non fa della velocità la sua arma migliore; una cosa è certa, il colombiano va a nozze con attaccanti alla Ibra, per intederci: non perde un contrasto e di testa domina come O’Neal sotto le plance Nba qualche anno fa. Viste le recenti prestazioni e l’assenza di Nesta per due-tre settimane (aspettando la risonanza) non v’è dubbio che il numero 76 sarà fra gli undici titolari nelle prossime gare. Capelli da ispanico nei vicoli di Miami, sguardo alla Clint Eastwood, stecca fra pollice e indice al tavolo da biliardo e sigaro in bocca, magari sta aspettando la sua tequila, magari una donna, nel pejor barrio di Bogotà. Ce lo immaginiamo così, un pò gangsta e un pò pirata, teniamoci stretto il nostro duro da saloon, chissà che non risulti decisivo.
