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Ronaldinho in crisi sta deludendo anche Berlusconi
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Nel mirino la vita notturna del brasiliano
MILANO — E se avesse cambiato idea anche lui? Il suo presidente, il suo principale sponsor, l’uomo che pubblicamente si è esposto auspicandone il ritorno agli antichi livelli? Insomma, se pure Silvio Berlusconi dopo aver ripetuto per settimane che «Ronaldinho è un grandissimo e lo sarà ancora di più» si fosse convinto che forse la manovra del Milan risulta più efficace senza la presenza in campo dell’ex Pallone d’Oro, ignorato lo scorso anno da Ancelotti e accantonato da Leonardo a Marsiglia?
Numerosi critici hanno sottolineato il coraggio mostrato dall’allenatore brasiliano nell’escludere il pupillo del capo proprio nella gara d’esordio in Champions League. Ma davvero si può parlare di decisione a sorpresa, considerando che tecnico e presidente si telefonano quasi quotidianamente? È così difficile immaginare che il Cavaliere non venga informato dei mugugni dei giocatori, convinti che il Milan con Dinho in campo abbia giocato in dieci, e dell’atteggiamento morbido tenuto dal numero 80 rossonero in qualche allenamento? E soprattutto: in una città dove tutti sanno tutto di tutti, è possibile che a Berlusconi sia sfuggito che Ronaldinho cada spesso in tentazioni non consone a una vita da atleta professionista (lo hanno avvistato in movida anche la notte successiva a quella dello 0-4 nel derby)? La risposta è no. Anzi, chi è vicino al premier sussurra di un uomo soprattutto deluso. Aveva chiesto al suo fantasista uno sforzo per diventare il simbolo, il trascinatore, l’uomo copertina del Milan.
Ma Ronaldinho, Siena a parte, lo ha ripagato con prestazioni anonime. I rossoneri in Coppa, per la prima volta schierati senza di lui, hanno convinto. Il Milan ha ricominciato a vincere e Inzaghi ha segnato grazie a due assist del giocatore schierato nel ruolo di Dinho, ovvero Seedorf. Tutti elementi di cui Leonardo dovrà tenere conto. A Ronaldinho non può sfuggire che con questo atteggiamento la convocazione in nazionale per il Mondiale sudafricano rischia di diventare una mera utopia. Di più. Dopo due stagioni di basso profilo (una a Barcellona e una a Milano lo scorso anno), si gioca quest’anno le sue ultime carte di credibilità. Se non sfonda, è un ex a trent’anni.
Ronaldinho
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