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Ronaldinho in crisi sta deludendo anche Berlusconi

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Ronaldinho in crisi sta deludendo anche Berlusconi RUMOR

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Maxi Da Maxi

il 18-09-2009 alle 12:25

Fonte: corriere della sera

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Nel mirino la vita notturna del brasiliano

MILANO — E se avesse cam­biato idea anche lui? Il suo pre­sidente, il suo principale spon­sor, l’uomo che pubblicamen­te si è esposto auspicandone il ritorno agli antichi livelli? In­somma, se pure Silvio Berlu­sconi dopo aver ripetuto per settimane che «Ronaldinho è un grandissimo e lo sarà anco­ra di più» si fosse convinto che forse la manovra del Mi­lan risulta più efficace senza la presenza in campo dell’ex Pallone d’Oro, ignorato lo scorso anno da Ancelotti e ac­cantonato da Leonardo a Mar­siglia?

 

Numerosi critici hanno sot­tolineato il coraggio mostrato dall’allenatore brasiliano nel­l’escludere il pupillo del capo proprio nella gara d’esordio in Champions League. Ma dav­vero si può parlare di decisio­ne a sorpresa, considerando che tecnico e presidente si te­lefonano quasi quotidiana­mente? È così difficile immagi­nare che il Cavaliere non ven­ga informato dei mugugni dei giocatori, convinti che il Mi­lan con Dinho in campo abbia giocato in dieci, e dell’atteggia­mento morbido tenuto dal nu­mero 80 rossonero in qualche allenamento? E soprattutto: in una città dove tutti sanno tut­to di tutti, è possibile che a Berlusconi sia sfuggito che Ro­naldinho cada spesso in tenta­zioni non consone a una vita da atleta professionista (lo hanno avvistato in movida an­che la notte successiva a quel­la dello 0-4 nel derby)? La ri­sposta è no. Anzi, chi è vicino al premier sussurra di un uo­mo soprattutto deluso. Aveva chiesto al suo fantasista uno sforzo per diventare il simbo­lo, il trascinatore, l’uomo co­pertina del Milan.

 

Ma Ronal­dinho, Siena a parte, lo ha ripa­gato con prestazioni anoni­me. I rossoneri in Coppa, per la prima volta schierati senza di lui, hanno convinto. Il Mi­lan ha ricomin­ciato a vincere e Inzaghi ha se­gnato grazie a due assist del giocatore schie­rato nel ruolo di Dinho, ovvero Seedorf. Tutti elementi di cui Leonardo dovrà tenere conto. A Ronaldinho non può sfuggire che con questo atteggiamento la convocazione in nazionale per il Mondiale su­dafricano ri­schia di diventa­re una mera utopia. Di più. Do­po due stagioni di basso profi­lo (una a Barcellona e una a Milano lo scorso anno), si gio­ca quest’anno le sue ultime carte di credibilità. Se non sfonda, è un ex a trent’anni.

Ronaldinho

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