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Milan: Tuoni d'Ibra e lampi di Cassano, e il Milan va

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Milan: Tuoni d'Ibra e lampi di Cassano, e il Milan va NOTIZIA

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ercolino Da ercolino

il 15-08-2011 alle 08:29

Fonte: ilmilanista.it

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Nella giornata che doveva appartenere a Ibrahimovic, Antonio Cassano ha piazzato il primo tassello del mosaico da comporre per riconquistare il Milan. Il barese è stato meno mobile rispetto all'altra bella prova in Nazionale, ma ogni volta che ha toccato palla ha fatto la cosa giusta. L'intesa con Ibra è sontuosa: nei primi venti minuti l'ha servito al millimetro quattro volte, oltre a mettere Prince Boateng solo davanti al portiere. Poi, sono arrivati il gol di testa e l'ennesimo assist - questa volta vincente - per il Boateng più giovane. Nel momento in cui Antonio ritroverà la condizione fisica, si avvererà la profezia di Allegri: Cassano potrà essere considerato alla stregua di tutti gli altri attaccanti. Come conferma a fine partita Allegri: «Per me e per la società è incedibile». 
Dannata caviglia FantAntonio è il simbolo di un Milan che torna in Italia con un altro trofeo. Certo, la coppa del «Champions Game» non luccica come la Supercoppa, ma arriva nel modo a cui sino ad ora i rossoneri erano stati piuttosto refrattari: ai rigori, dopo l'ennesimo pareggio stagionale alla fine dei 90 minuti. Oltre a Cassano, ci sono altre due buone notizie. 
La prima: il gol del pareggio è stato segnato da un classe '94, Kingsley Boateng, un ghanese al peperoncino che fino a pochi mesi fa giocava con gli Allievi (suo, tra l'altro, il gol che ha regalato in finale lo scudetto ai baby rossoneri). A Milanello nuove generazioni crescono. La seconda buona notizia è che il Milan ha riacciuffato la partita quando ormai si stava per andare negli spogliatoi: segno di una bella mentalità, che Allegri è riuscito a trasmettere alla squadra. La cattiva notizia riguarda Ibrahimovic: Zlatan ha stretto i denti, ma dopo un quarto d'ora della ripresa è stato costretto ad alzare bandiera bianca dopo un contrasto con Jansson, in seguito al quale ha appoggiato malamente a terra la caviglia sinistra. Conseguenza: una distorsione, per la quale lui a fine gara sembrava preoccupato (in panchina gliel'hanno fasciata applicandogli la borsa del ghiaccio) e Allegri un po' meno. 
Colpo di coda Il Milan di Malmoe è stato una squadra a intermittenza. Com'è normale che sia a questo punto della stagione. Allegri ha messo giù un undici particolare, soprattutto in difesa: Antonini a destra, Bonera e l'altro baby Rodrigo Ely centrali e Taiwo a sinistra. Finché gambe e lucidità hanno retto, è andata abbastanza bene. Anche perché davanti, quando si innescava il triangolo magico Boateng-Ibra-Cassano ne uscivano fuori trame fiabesche. Dopo la prima mezz'ora, una parte abbastanza buia: d'altra parte il campionato svedese è alla 20a giornata e il Malmoe mercoledì affronterà i preliminari di Champions contro la Dinamo Zagabria. Normale che nella parte centrale della sfida sia prevalsa la condizione atletica degli svedesi. Fino al colpo di coda rossonero, che vale trofeo e un'altra iniezione di morale. A questo punto dell'estate è pur sempre tanta roba. 
Ibra-day L'infortunio ha guastato la festa, ma l'accoglienza a Zlatan è stata da prim'attore. Tanti cori prima della partita, il boato quando è stato annunciato il suo nome, con la curva del Malmoe coperta da un maxi bandierone raffigurante Zlatan. Nell'intervallo Ibra ha ricevuto la maglia numero 12 del Malmoe. L'eroe di casa. 

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