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Milan, Flamini sicuro: «Allegri come Wenger»
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Da panchinaro a titolare fisso. Il francese entusiasta dei rossoneri e del tecnico, che gli ricorda il guru dell’Arsenal
CARNAGO, 26 novembre - Non c’è il due senza il tre, si dice. Mathieu Flamini, però, vuole sfatare questa diceria anche perché è stanco di non vincere. Dopo due finalissime perse (Coppa Uefa 2003-2004, Valencia-Marsiglia 2-0; Champions League 2005-2006, Barcellona-Arsenal 2-1) vorrebbe vincere qualcosa con la sua squadra preferita, il Milan. Dove ci sono volute due stagioni per ambientarsi, ma che è quella preferita da papà Roland che ha radici reatine. Lo stesso Flamini ha doppia cittadinanza e ama il calcio italiano più della pur pregiata Premier League. Flamini ha due idoli che lo stanno guidando verso la piena maturazione calcistica e non: Massimiliano Allegri che non esita a definire il nuovo Wenger e Zlatan Ibrahimovic, l’icona della forza, del coraggio, del carisma calcistico.
Flamini, all’appello dei grandi e plurivittoriosi campioni rossoneri manca solo lei...
«E’ vero, non ho mai vinto un trofeo importante, sono stato anche piuttosto sfortunato perché per due volte sono andato molto vicino con le mie precedenti squadre, Marsiglia e Arsenal».
Questo è l’anno buono?
«Sembrerebbe di sì, tutto sta andando per il meglio. Il Milan ha la mentalità giusta, per vincere sia la Champions che il campionato. Anch’io sono maturato molto a livello personale».
Che cosa preferirebbe?
«Io voglio vincere tutto, come dice Ibra. Se dovessi scegliere, preferirei la Champions League perché ha un fascino tutto particolare. Ma mi rendo conto che anche lo scudetto avrebbe una grande importanza per tutto l’ambiente ».
Tre anni di Milan, tre tecnici diversi: Ancelotti, Leonardo e Allegri.
«Non mi era mai capitato di cambiare tre allenatori in altrettante stagioni. Con Allegri andrà sicuramente meglio, anche per merito mio».
Cosa è accaduto con Ancelotti e Leonardo?
«La mia prima stagione al Milan è stata di ambientamento, anche se con Ancelotti ho giocato tanto. Con Leonardo c’è stata qualche incomprensione, non abbiamo avuto un grande rapporto. Questo, sono sicuro, è l’anno giusto perché Allegri è l’allenatore giusto».
Quali sono i meriti del nuovo tecnico?
«Dopo il doppio confronto con il Real Madrid, la squadra ha trovato l’equilibrio fra difesa e attacco, adesso siamo sicuri di fare gol e di non subirne. Allegri ci ha insegnato ad avere un grande spirito di squadra e con questo spirito facciamo la differenza».
Da panchinaro a titolare fisso
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rosalba77 flamini secondo me e' sempre stato molto sottovalutato.personalmente lo considero tra i piu' forti nel suo ruolo.e' uno dei pochi centrocampisti che vede benissimo la porta.anche con questo centrocampo a tre puo' ritagliarsi il suo spazio.e' migliorato tantissimo.e' sicuramente un'arma in piu' a disposizione del mister.lui e boateng sono molto giovani,accanto ai vari gattuso,pirlo,ambrosini e seedorf non potranno che migliorarsi e crescere ancora.
il 26-11-2010 alle 16:40

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