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Milan, e adesso l'Europa, Thiago Silva: Siamo pronti a vincere tutto

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Milan, e adesso l'Europa, Thiago Silva: Siamo pronti a vincere tutto NOTIZIA

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ercolino Da ercolino

il 08-08-2011 alle 11:10

Fonte: ilmilanista.it

1 VOTI

La Z di Zlatan, altro
che Zorro. «Ibra è una forza
della natura, ti fa male
anche quando non vuole.
Guardi, mi ha pure
lasciato un marchio
». Thiago Silva
solleva un po’ la tuta
e mostra la caviglia
destra. «Questo
segno è suo, me
lo porterò finché
campo, così mi ricorderò
sempre quanto è difficile
per gli altri difensori giocare
contro Zlatan. Io cerco di
averlo sempre con me, anche
in partitella. Non si sa
mai». Insieme fanno la coppia
di fuoriclasse del Milan: uno
abile a coprire qualsiasi buco
difensivo, l’altro capace di mettersi
l’attacco sulle spalle.
Thiago Silva e Zlatan Ibrahimovic
sono un’overdose di talento,
ma poi c’è tutto il resto.
C’è una mentalità. C’è un gruppo,
c’è un allenatore. C’è una
squadra che, come racconta il
difensore brasiliano, «può vincere
tutto, e non scherzo». La
notte della Supercoppa pechinese
porta euforia, ma Thiago
è un tipo sempre serio. Dice
che il Milan è ancora nella Serie
A d’Europa e spiega perché.
Thiago, anche secondo il suo
amministratore delegato Galliani
il Milan è diventato un outsider
nella Champions League.
«Outsider? Quando sono arrivato
qui ho trovato una cosa
che mi è piaciuta tanto, quella
scritta sopra lo stemma, sulla
maglietta. Il club più titolato
del mondo. Dice tutto. Io mi
sento forte quanto gli altri».
Quanto il Barcellona, il Real
Madrid e il Manchester United?
«Il Milan può vincere la Champions,
come questi o altri club.
Perché è una squadra fortissima
».
La migliore d’Italia?
«Sì. Contro l’Inter nel primo
tempo abbiamo giocato con
un po’ di paura. Poi Allegri è
venuto negli spogliatoi e ci
ha detto "ricordatevi che
abbiamo vinto un campionato
difficile e possiamo ribaltare
questa partita". Ci
ha dato una fiducia incredibile.
Quando siamo tornati
in campo sembrava un’altra
squadra, ma erano gli stessi
giocatori».
Chissà se basteranno per tutta
la stagione. Si parla continuamente
di mister X, Galliani
dice che non serve, qualchesuo compagno pensa invece il
contrario. Lei da che parte
sta?
«Io posso parlare di tutto meno
che di mercato. I centrocampisti
che abbiamo sono
molto bravi, poi si fanno tanti
nomi per il futuro, si parla di
Montolivo, di altri. Lascio volentieri
il problema a Galliani
e Allegri: io faccio il mio mestiere
».
E lo fa bene. Si sente il difensore
più forte del mondo?
«Non mi piace dire che sono
il più forte, il mondo è
grande e ci sono tanti giocatori
bravi nel mio ruolo. Mi
sento nel periodo migliore
della carriera, con un allenatore
che è qui da un anno e
ha già vinto due trofei».
La paragonano ai mostri sacri.
Lei si sente più Baresi o
più Maldini?
«Purtroppo con Maldini sono
riuscito ad allenarmi soltanto
sei mesi. Loro hanno fatto la
storia e vedere il mio nome accostato
a quello di due fenomeni
mi lusinga, ma io preferisco
essere Thiago Silva».
Un giocatore che è stato corteggiato
dal Barça, e magari
anche tentato. Certe sue dichiarazioni
sono state interpretate
in più modi. Ci spiega
la vicenda?
«Quando vinci uno scudetto
giocando bene, è normale che
arrivino altre squadre a cercarti.
Maio sto bene qui, sono felice,
ho un contratto e fino al
2016 starò qui. Dopo vedremo,
nel calcio non si sa mai
che cosa può succedere».
Aproposito dei "non si sa mai"
del mercato, in Spagna parlano
ancora di un ritorno di Kakàal Milan. Lei ne ha mai parlato
con Ricky?
«Mai e poi mai. Conoscete
Kakà, è un ragazzo serissimo.
Kakà parla soltanto dopo che
una situazione è diventata concreta,
se lo diventa».
Adesso voi sudamericani
avrete ancora qualche giorno
di vacanza.
«Ne abbiamo bisogno, ma lasciamo
perdere».
Forse più che la stanchezza
sui brasiliani pesa l’amarezza
della Coppa America...
«Siamo una squadra giovane,
nel 2014 saremo pronti per
vincere il Mondiale a casa nostra.
I giornalisti brasiliani parlano
soltanto quando perdiamo
e noi siamo un po’ dispiaciuti
per questo. Partiamo sempre
per vincere, ma non siamo
i soli, e pare che questo loro
non lo capiscano».Però gli ultimi avvenimenti sono
andati proprio male al Brasile.
«Guardi, con Dunga abbiamo
vinto Confederations Cup e
Coppa America, ma abbiamo
perso lo stesso il Mondiale.
Sinceramente, preferisco perdere
la Coppa America e qualsiasi
altra competizione con la
nazionale e poi prendermi la
coppa a casa mia, davanti ai
nostri tifosi».
E col Milan accetterebbe di
perdere lo scudetto e vincere
la Champions?
«Come ho detto, la nostra
squadra è fortissima. Ci siamo
presi un trofeo, la Supercoppa
italiana, ma per questa stagione
ne mancano altri tre, perché
voglio anche la Coppa Italia.
Per giocare a calcio uno deve
pensare di voler vincere
sempre, se devo giocare per
giocare sto a casa con mio figlio
».
Non molto brasiliana come
mentalità: si ha sempre l’idea
che i brasiliani amino soprattutto
giocare, che abbiano il
gusto del gioco in sé.
«Noi giochiamo col sorriso in
faccia, è vero,mala nostra allegria
è molto diversa da quella
dei tifosi. Abbiamo la responsabilità
delle aspettative di milioni
di brasiliani sulle spalle.
Altro che allegria del bel gioco
».
A proposito di bel gioco: in Italia
ormaisembratutto più brutto
rispetto agli altri campionati.
La Serie A ha l’appeal di una
volta secondo lei?
«Per meil campionato italiano
è un campionato buonissimo.
Non mi piaceva tanto quando
sono arrivato, devo essere sincero,
ma giocando qui ho imparato
ad amarlo. Sono cresciuto
tantissimo, ho imparato
a stare concentrato, a difendere
fino all’ultimo minuto. Ho
imparato a coprire i compagni,
e mi piace farlo. Sono maturato.
E ora voglio vincere,
vincere tanto».

Fonte: Gazzetta dello Sport

Il Milanista

Thiago Silva

Thiago Silva

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